Studio Medico Delfino

Specialisti nella Nevralgia del Trigemino

Sintomi, cause e trattamento della
nevralgia del trigemino

La nevralgia trigeminale essenziale o idiopatica è un'affezione dolorosa scatenata dalla demielinizzazione di parti più o meno estese delle ramificazioni del nervo trigemino, quinto paio dei nervi cranici. La forma sintomatica è provocata da affezioni orali, più frequentemente a carico dei denti.

 

La Nevralgia del trigemino, nella la forma più frequente, si manifesta con tipiche crisi dolorose che colpiscono una parte più o meno estesa del viso, quasi sempre unilaterale.

Le crisi improvvise, di breve durata, sempre molto dolorose, all’inizio sono distanziate tra di loro, con tipiche intermittenze, tanto che i pazienti si dimenticano. Fra una crisi e l’altra esistono periodi di pieno benessere e quindi, all’improvviso senza causa apparente, oppure a seguito di stimoli, quale il parlare, deglutire, lo starnuto, il soffiarsi il naso, il masticare, radere il viso, ecco insorgere il dolore di estrema violenza, a carattere folgorante. Con il passare dei mesi le crisi dolorose si fanno più frequenti, ravvicinate, per comparire anche più volte al giorno. Questa situazione finisce per provocare un profondo stato di tensione, paura, angoscia provocata dal timore che si possa scatenare una crisi all’improvviso.

Il fenomeno doloroso presenta carattere folgorante, dapprima localizzato in un punto della faccia e quindi, con estrema rapidità, si irradia a tutto il territorio corrispondente alla branca trigeminale interessata; la sua durata è estremamente breve: si tratta di una vera sensazione di scarica elettrica, dolorosa, protratta per qualche secondo e poi tutto si dissolve.

Dopo la crisi dolorosa si possono osservare fenomeni caratterizzati da turbe vasomotorie e delle congiuntive ed aumento della secrezione nasale e lacrimale; nel giro di qualche minuto tutto scompare ed il dolore, con la stessa rapidità con cui si era manifestato, bruscamente scompare, cosi’ che il paziente torna ad una piena normalità, ma sotto il costante incubo di una successiva crisi.

Convivere con la nevralgia del trigemino può essere difficile, soprattutto quando questa incide molto sulla qualità della vita. In certi casi la forte intensità del dolore può essere invalidante e può anche portare a depressione e il soggetto manifesta anche sentimenti di estrema tristezza o disperazione che durano a lungo. Sono comunque disponibili molte opzioni terapeutiche per gestire efficacemente la nevralgia del trigemino. Uno specialista è infatti in grado di studiare un trattamento adeguato al quadro clinico del paziente.

 

La terapia farmacologica, non risolutiva, della nevralgia del trigemino si basa sull'impiego di farmaci antiepilettici, spesso gravati da seri effetti collaterali (vertigini, nausea, pirosi, leucopenia, orticaria ecc.). Il trattamento risolutivo per la nevralgia del trigemino, considerato che la guarigione non esiste, sicuramente è quello chirurgico, naturalmente prestando particolare oculatezza nella scelta della metodica, non fidandosi mai di prospettive altisonanti e lusinghiere.

 

Le opzioni chirurgiche oggi più utilizzate sono:

 

  • Microcompressione percutanea del ganglio di Gasser: è una tecnica praticata a paziente sedato e consiste nella compressione meccanica del ganglio di Gasser mediante un catetere a palloncino di Fogarty, introdotto attraverso un ago cannula e gonfiato con 1ml di liquido che esercita una micro compressione sul ganglio per 1-2 minuti. Presenta una buona percentuale di successo ma la durata del beneficio non supera i 6-8 mesi.

 

  • Decompressione neurovascolare microchirurgica: è una tecnica chirurgica molto invasiva che richiede una craniotomia occipitale per poi, sulla base del cranio, raggiungere, a distanza di 14-17 cm, un presunto loop dell'arteria cerebellare che è responsabile del conflitto neurovascolare sulla radice trigeminale. La collocazione di un lembo di teflon tra arteria e nervo interrompe il conflitto.
    Questo tipo di intervento, raramente risolutivo, è gravato da serie complicanze che il paziente inconsciamente accetta e sottoscrive: emorragia, liquorrea, meningite, ictus, paralisi, ascesso cerebrale, insufficienza respiratoria e decesso.

  • Neurolisi del ganglio di Gasser: è una tecnica mininvasiva che viene eseguita con paziente sedato e con la fluoroscopia mirata. Particolari proiezioni radiologiche rendono agevole visualizzare il forame ovale e quindi raggiungere il piccolo ganglio di Gasser. La lesione chimica con etanolo al 95%, in dosi : 02-03 ml, crea una lesione minima, centrata nel ganglio, senza lambire nessuna parte del cervello e della durata di 20-30 anni. Questo tipo di intervento danneggia le fibre dolorifiche risparmiando le altre strutture nervose più resistenti.

  • Radiofrequenza del ganglio di Gasser: si arriva con un ago nel ganglio di Gasser e, attraverso un generatore, si trasmette una corrente a radiofrequenza che crea una lesione termica nel ganglio. Può dare un buon risultato sapendo dosare temperatura durata e sede; diversamente, può comparire dolore, insensibilità e bruciore incoercibile.